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Asp di Siracusa, al via un percorso stabile per integrare sanità e servizi sociali

09/04/2026

Asp di Siracusa, al via un percorso stabile per integrare sanità e servizi sociali

Alla Direzione generale dell’Asp di Siracusa si è svolta una sessione del Comitato Consultivo Aziendale dedicata a un tema che da tempo occupa un posto centrale nel dibattito sui servizi territoriali: il rafforzamento dell’integrazione tra ambito sanitario e ambito sociale. L’incontro, promosso dal direttore sanitario Salvatore Madonia in sinergia con il presidente del Comitato Salvo Sorbello, ha segnato un passaggio operativo rilevante, perché ha posto le basi per un modello di cooperazione istituzionale pensato per rendere stabile il coordinamento tra Azienda sanitaria, Comuni e realtà del Terzo Settore.

Il nodo, del resto, è noto da anni. Nei Distretti sociosanitari le difficoltà non dipendono soltanto dalla scarsità di risorse o dalla complessità dei bisogni, ma anche da una stratificazione burocratica che spesso rallenta i percorsi di presa in carico e rende meno fluida la risposta ai cittadini più fragili. È proprio su questo terreno che la Direzione sanitaria ha presentato un piano d’azione scandito da tempi definiti, costruito per ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili e garantire risposte più puntuali alle esigenze del territorio.

Un metodo condiviso per superare frammentazioni e ritardi

L’iniziativa si inserisce in un percorso che punta a superare criticità storiche e a rafforzare la capacità dei Distretti di lavorare in modo coordinato. L’impostazione illustrata durante la seduta mette al centro un metodo preciso: programmazione, scadenze chiare, coinvolgimento diretto delle rappresentanze sociali e costruzione di reti territoriali più solide. Non si tratta quindi di un confronto puramente consultivo, ma di un tentativo di dare continuità a un processo di integrazione che troppo spesso, in passato, si è scontrato con passaggi procedurali lenti e assetti organizzativi poco armonizzati.

La linea indicata dall’Asp mira a far sì che il raccordo tra servizi sanitari e sociali non dipenda da iniziative episodiche o dalla buona volontà dei singoli attori, ma trovi una struttura più definita e riconoscibile. In questa prospettiva, il coinvolgimento dei cittadini e delle rappresentanze sociali nei processi di programmazione assume un significato preciso: rendere la costruzione delle risposte territoriali più aderente ai bisogni reali e meno distante dalla quotidianità delle comunità locali.

Il contributo dei Distretti e il ruolo dei Piani di Zona

Il tavolo tecnico ha potuto contare su un confronto ampio, arricchito anche dagli interventi di figure istituzionali e amministrative chiamate a misurarsi direttamente con la gestione delle politiche territoriali. Il presidente regionale di Anci Sicilia e sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, ha approfondito il tema dello stato della spesa dei fondi distrettuali, mentre la garante regionale per la disabilità Carmela Tata ha richiamato l’attenzione sulla riforma del settore e sulla necessità di una convergenza più stretta tra dimensione clinica e assistenziale.

La presenza dei rappresentanti dei quattro Distretti socio-sanitari provinciali ha consentito inoltre di entrare nel merito della gestione dei Piani di Zona, uno degli strumenti più delicati per l’organizzazione dei servizi sul territorio. Per il Distretto di Siracusa sono intervenuti l’assessore Marco Zappulla e la dirigente Adriana Butera; per il Distretto di Noto l’assessore Paolo Giocastro; per Augusta l’assessore Rosa Greco; per il Distretto di Lentini la dirigente Rita Odierna. Ai lavori hanno partecipato anche i dirigenti dell’Asp Carolina Baiano e Marine Castaing, oltre alla referente del Comitato Consultivo Aziendale Alessia Rubino.

Il confronto ha restituito una convergenza piuttosto chiara su alcuni obiettivi: semplificare le procedure amministrative, affrontare le criticità locali con un approccio più sistematico e rafforzare servizi essenziali come l’Assistenza Domiciliare Integrata e le misure di inclusione sociale. In questo quadro è emersa con forza anche la centralità dei Punti Unici di Accesso (PUA), indicati come infrastruttura strategica per l’accoglienza e l’orientamento dell’utenza, cioè come uno snodo decisivo per evitare dispersioni, duplicazioni e percorsi discontinui.

Il prossimo passo: un protocollo operativo tra Asp e Comuni

Il dato più significativo emerso dalla riunione riguarda forse proprio la volontà, condivisa tra i diversi soggetti coinvolti, di tradurre il confronto in un assetto operativo più definito. A conclusione della seduta, su proposta della Direzione sanitaria, è stata infatti fissata una nuova convocazione per il 16 aprile, con l’obiettivo di arrivare alla definizione di un protocollo d’intesa tra l’Azienda sanitaria e i Comuni.

È su questo passaggio che si misurerà la concretezza del percorso avviato. Un protocollo, se costruito con chiarezza nelle responsabilità e negli strumenti attuativi, può rappresentare il punto di svolta per rendere davvero operativi i percorsi di presa in carico integrata. Il tema non riguarda soltanto il coordinamento tra uffici o amministrazioni, ma la possibilità di offrire ai cittadini risposte meno frammentate, più rapide e meglio orientate rispetto ai bisogni complessi che attraversano il territorio.

Nella prospettiva delineata dall’Asp di Siracusa, l’integrazione sociosanitaria non viene più letta come un obiettivo generico, ma come una scelta organizzativa che richiede metodo, continuità e collaborazione istituzionale. È un terreno sul quale si gioca una parte importante della qualità dei servizi pubblici locali, soprattutto quando si parla di fragilità, disabilità, assistenza domiciliare e inclusione. Il confronto avviato nella sede della Direzione generale prova a dare a questa esigenza una forma più stabile. Adesso sarà la fase attuativa a dire se l’intesa saprà trasformarsi in una rete davvero capace di accompagnare i bisogni delle persone.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.