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Caro carburante, la Regione prepara un piano da 25 milioni per autotrasporto, agricoltura e pesca

15/04/2026

Caro carburante, la Regione prepara un piano da 25 milioni per autotrasporto, agricoltura e pesca

La Regione Siciliana prova a intervenire su una delle emergenze più pesanti per il tessuto produttivo dell’Isola: l’aumento dei costi energetici e, in particolare, il rincaro dei carburanti, che sta comprimendo margini, rallentando attività e mettendo sotto pressione imprese già esposte a una fase economica delicata. La risposta, annunciata dal governo regionale, prende la forma di un emendamento da 25 milioni di euro destinato a sostenere i comparti maggiormente penalizzati.

Un intervento straordinario per i settori più esposti

Il provvedimento nasce con un obiettivo preciso: contenere l’impatto di una dinamica dei prezzi che, complice l’instabilità internazionale e gli effetti dei conflitti degli ultimi mesi, ha inciso in modo diretto sui costi di esercizio delle imprese siciliane. A subire le conseguenze più immediate è stato il settore dell’autotrasporto merci, da tempo alle prese con un incremento delle spese operative che rischia di compromettere la sostenibilità economica di molte aziende.

Il cosiddetto pacchetto caro carburante, nelle intenzioni dell’esecutivo, non si fermerà però agli autotrasportatori. La misura sarà infatti estesa anche all’agricoltura e alla pesca, due filiere centrali nell’economia regionale, che condividono la stessa esposizione all’aumento dei costi di produzione. Per entrambi i comparti, il prezzo del carburante pesa in maniera strutturale sull’attività quotidiana: nei campi, nei trasporti interni, nelle lavorazioni, così come nelle uscite in mare e nella logistica legata al pescato.

La linea del governo e il confronto con le imprese

Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha definito l’emendamento una risposta concreta e immediata a una congiuntura che richiede interventi rapidi. Il punto politico è chiaro: sostenere la competitività delle imprese siciliane ed evitare che l’impennata dei costi produca effetti permanenti sul piano occupazionale e produttivo. Dentro questa scelta c’è anche il riconoscimento del peso strategico di comparti che, in Sicilia, non rappresentano soltanto una voce economica, ma una parte rilevante della struttura sociale e territoriale.

Schifani ha richiamato anche la questione del fondo Ets, chiarendo che, trattandosi di un quadro regolato da norme europee, i margini d’azione della Regione sono limitati. Su questo fronte, il governo siciliano indica come strada percorribile quella della pressione istituzionale nei confronti dell’esecutivo nazionale, con l’intenzione di sollecitare un’iniziativa politica che possa alleggerire il peso delle regole comunitarie sui settori più esposti.

Nel frattempo, il confronto con il mondo produttivo è già entrato nel vivo. Nel pomeriggio, gli assessori all’Economia Alessandro Dagnino e alle Infrastrutture Alessandro Aricò hanno incontrato i rappresentanti delle imprese dell’autotrasporto. Un passaggio che assume valore sia tecnico sia politico, perché misura la volontà della Regione di costruire il provvedimento in dialogo con le categorie interessate, cercando di calibrare le risorse sulle criticità più urgenti.

Resta ora da capire in quali tempi l’emendamento verrà definito e con quali criteri saranno distribuiti i fondi. Il segnale, comunque, è già tracciato: Palazzo d’Orléans sceglie di concentrare l’attenzione sui comparti che più direttamente risentono del caro carburante, nel tentativo di contenere una crisi che, senza correttivi, rischia di propagarsi lungo tutta la filiera economica siciliana.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to