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Furti con Pos contactless tra la folla: rischio reale o allarme eccessivo?

26/02/2026

Furti con Pos contactless tra la folla: rischio reale o allarme eccessivo?

La scena è sempre la stessa: un luogo affollato, una borsa o una tasca posteriore, un dispositivo Pos avvicinato con discrezione e una serie di micro-transazioni che non richiedono il Pin. È lo scenario attribuito ai cosiddetti “ladri 2.0”, capaci – secondo quanto circola online – di svuotare carte contactless senza che la vittima se ne accorga. Ma quanto c’è di concreto?

A fare chiarezza è l’Unione Nazionale Consumatori, nell’ambito del progetto “Care – Conosci, scegli, proteggi”, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il punto di partenza è tecnico: i pagamenti contactless utilizzano la tecnologia Nfc (Near Field Communication), che consente lo scambio di dati tra carta e Pos solo a distanza ravvicinata, nell’ordine di pochi centimetri. È la stessa modalità che utilizziamo ogni giorno quando appoggiamo la carta al terminale.

È davvero possibile rubare avvicinando un Pos?

In teoria sì. In pratica, molto meno di quanto si immagini.

Perché una transazione fraudolenta vada a buon fine devono verificarsi contemporaneamente diverse condizioni.

Anzitutto, nel portafoglio deve essere presente una sola carta contactless. Se insieme alla carta bancaria ci sono altre tessere – badge aziendali, carte fedeltà, abbonamenti, tessere magnetiche – il Pos può non riuscire a stabilire la comunicazione corretta e bloccare l’operazione.

Secondo elemento: l’assenza di interferenze. Monete, chiavi o altri oggetti metallici creano disturbi nel segnale.

Terzo fattore: la distanza. Il Pos deve essere praticamente a contatto con la carta. Se il portafoglio non si trova nello strato più esterno della borsa o della tasca, oppure la carta è posizionata internamente, la lettura diventa improbabile.

Infine, l’operazione deve concludersi in pochi secondi, entro il tempo tecnico necessario alla conferma della transazione.

Il rischio, dunque, non è nullo, ma richiede una combinazione di condizioni difficili da replicare in modo sistematico. Diverso è il caso del furto fisico della carta: se il ladro entra in possesso del portafoglio, può effettuare più pagamenti di piccolo importo prima che la carta venga bloccata.

Come proteggersi in modo efficace

La difesa più immediata è l’attivazione delle notifiche in tempo reale tramite app bancaria o sms, anche per importi modesti. Se compare una transazione non autorizzata, è possibile contattare subito la banca e bloccare la carta.

Esistono inoltre portafogli schermati con protezione Rfid, progettati per impedire letture indesiderate.

Una soluzione sempre più diffusa è l’utilizzo del wallet digitale su smartphone. Sia su dispositivi Android che Apple, i pagamenti richiedono l’autenticazione tramite Pin, impronta o riconoscimento facciale: senza sblocco del telefono, la transazione non può essere autorizzata.

Il fenomeno, quindi, non è una pura invenzione, ma neppure una minaccia così semplice da attuare come spesso viene raccontato. La tecnologia impone limiti tecnici rilevanti; la prudenza quotidiana e il monitoraggio delle spese restano gli strumenti più efficaci per ridurre al minimo ogni rischio.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to