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Gasolio agricolo, Confagricoltura: il credito d’imposta alleggerisce i rincari ma non basta

13/04/2026

Gasolio agricolo, Confagricoltura: il credito d’imposta alleggerisce i rincari ma non basta

Il riconoscimento del credito d’imposta sul gasolio agricolo rappresenta, per il mondo delle imprese agricole, un segnale atteso e immediatamente rilevante, soprattutto in una fase dell’anno in cui il lavoro nei campi entra nel vivo e i costi operativi tornano a incidere con particolare forza sull’equilibrio economico delle aziende. A sottolinearlo è Confagricoltura Siracusa, che accoglie positivamente la decisione del Governo di introdurre un credito d’imposta del 20% per il mese di marzo, ma avverte che il provvedimento, pur utile, non può essere considerato risolutivo.

La misura arriva in un momento delicato per il comparto primario. Con l’avvio delle operazioni di primavera, infatti, le imprese agricole intensificano gli interventi agronomici dopo la pausa invernale e si trovano a sostenere consumi energetici più elevati proprio mentre il prezzo del gasolio agricolo continua a pesare in maniera sempre più significativa sui bilanci aziendali. In questo contesto, l’intervento deciso dall’esecutivo viene letto come una risposta concreta a una richiesta avanzata da Confagricoltura per limitare l’impatto dei rincari sulla competitività delle imprese e per evitare che l’aumento dei costi si trasferisca lungo l’intera filiera agroalimentare, alimentando ulteriori spinte inflattive.

Il peso del carburante sui conti delle aziende agricole

Secondo quanto evidenziato da Confagricoltura, in Italia il prezzo del gasolio agricolo ha raggiunto quota 1,4 euro al litro, con un incremento superiore al 44% rispetto all’inizio dell’anno. Un aumento che colpisce trasversalmente il settore, ma che in alcuni comparti assume una gravità ancora più marcata. Nell’ortoflorovivaismo, nella fungicoltura, nella zootecnia, nella piscicoltura e in lavorazioni specifiche come l’irrigazione o la trasformazione dei foraggi, il solo costo del gasolio può incidere tra il 15% e il 20% dei costi complessivi di produzione.

È un dato che aiuta a comprendere la portata del problema. Quando il carburante assorbe una quota così elevata della spesa aziendale, ogni oscillazione di prezzo si traduce immediatamente in una riduzione dei margini, in un rallentamento degli investimenti e, nei casi più fragili, in una vera difficoltà a mantenere sostenibile l’attività produttiva. Per un settore già esposto alla variabilità climatica, alla pressione dei mercati e all’aumento generalizzato dei fattori produttivi, il gasolio resta una voce sensibile e determinante.

Da qui il valore attribuito al credito d’imposta annunciato dal Governo. Confagricoltura Siracusa riconosce il provvedimento come un gesto di attenzione che consente di alleggerire, almeno in parte, l’impatto degli aumenti proprio nel momento in cui le aziende affrontano una delle fasi più intense dell’anno agricolo. La misura, dunque, viene giudicata importante non soltanto per il beneficio diretto sui costi, ma anche perché interviene in una finestra temporale cruciale per la continuità delle attività in campagna.

Una risposta utile, ma il settore chiede strumenti stabili

Il punto sollevato dall’organizzazione agricola, tuttavia, va oltre il riconoscimento dell’intervento immediato. Il direttore di Confagricoltura Siracusa, Antonio Giuffrida, esprime apprezzamento per la decisione del Governo, ma chiarisce che il settore non può accontentarsi di una misura episodica. La richiesta è quella di una strategia più strutturale, capace di riportare il prezzo del gasolio agricolo a livelli sostenibili e di introdurre meccanismi permanenti che compensino automaticamente le impennate dei costi.

È una posizione che riflette un’esigenza molto concreta: le aziende agricole hanno bisogno di poter programmare. Quando il costo dell’energia e del carburante è soggetto a variazioni improvvise e difficilmente assorbibili, la gestione aziendale si fa più incerta, le semine e le lavorazioni diventano più onerose e l’intero equilibrio della filiera si indebolisce. Per questo Confagricoltura insiste sulla necessità di superare la logica del provvedimento straordinario e di costruire invece strumenti capaci di offrire stabilità nel medio periodo.

Il tema riguarda non soltanto la tenuta delle singole imprese, ma l’intera economia agroalimentare. Se i rincari energetici non vengono compensati in modo adeguato, il rischio è che i maggiori costi di produzione si trasferiscano progressivamente sui prezzi finali, con effetti che toccano il mercato, i consumatori e la competitività del made in Italy. In questa prospettiva, il credito d’imposta concesso per marzo rappresenta una boccata d’ossigeno, ma anche il punto di partenza di una discussione più ampia sul rapporto tra politica energetica, sostegno all’agricoltura e difesa delle filiere produttive.

Il messaggio che arriva da Siracusa è chiaro: bene l’intervento immediato, ma il settore chiede una visione che non si limiti a tamponare l’emergenza. Perché nei campi, dove i costi si misurano ogni giorno in carburante, lavoro e continuità produttiva, la differenza tra una misura una tantum e una politica stabile può incidere in modo decisivo sulla capacità di resistere e crescere.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.