Caricamento...

Sicilia365 Logo Sicilia365

Patentino digitale, il progetto del Corecom Sicilia arriva al liceo Garibaldi di Palermo

26/03/2026

Patentino digitale, il progetto del Corecom Sicilia arriva al liceo Garibaldi di Palermo

A Palermo prende forma un nuovo tassello del percorso di educazione digitale promosso dal Corecom Sicilia, il Comitato Regionale per le Comunicazioni che opera come organo funzionale territoriale dell’Agcom e come organismo di consulenza della Giunta regionale e dell’Assemblea regionale siciliana in materia di comunicazione. Il progetto per il rilascio del patentino digitale, già avviato in altre città dell’Isola, è approdato nel capoluogo partendo dal liceo Garibaldi, dove questa mattina si è tenuta la sessione inaugurale destinata a coinvolgere le classi seconde in un percorso strutturato di formazione.

L’iniziativa interessa 80 studenti e si articolerà in sette tappe, per un totale di 14 ore. L’obiettivo non è soltanto trasmettere nozioni tecniche sull’uso della rete, ma offrire ai ragazzi strumenti concreti per orientarsi nel mondo digitale con maggiore consapevolezza, senso critico e capacità di riconoscere opportunità e rischi. Dopo le esperienze già realizzate a Siracusa, Gela, Enna e Caltanissetta, il progetto arriva così anche a Palermo, confermando la volontà di estendere progressivamente il percorso formativo a diversi territori della regione.

Un percorso per usare web e social con maggiore consapevolezza

Il cuore del progetto sta proprio nella sua impostazione educativa. In una fase in cui la presenza online accompagna gran parte della quotidianità dei più giovani, parlare di cittadinanza digitale significa affrontare una dimensione concreta della crescita personale. Il patentino digitale nasce in questa prospettiva: aiutare gli studenti a comprendere come si costruisce una presenza responsabile in rete, quali sono i comportamenti da evitare e in che modo si possano sviluppare strumenti critici per leggere meglio i contenuti, le dinamiche sociali e i meccanismi che regolano le piattaforme.

Durante gli incontri, gli studenti si confronteranno con figure diverse, chiamate a offrire letture complementari dello stesso fenomeno: docenti, esperti informatici, avvocati, educatori digitali, giornalisti e rappresentanti della polizia postale. È una scelta significativa, perché riconosce come il rapporto tra adolescenti e ambiente digitale non possa essere ridotto a una sola competenza specialistica. Serve invece uno sguardo ampio, capace di tenere insieme aspetti tecnologici, giuridici, educativi, culturali e relazionali.

Privacy, hate speech, algoritmi e intelligenza artificiale tra i temi affrontati

Il programma affronta alcuni dei nodi più delicati della vita online. Si parlerà di privacy e reputazione digitale, due questioni che incidono in modo diretto sul modo in cui i ragazzi espongono sé stessi e gli altri nello spazio pubblico della rete. Ci sarà spazio anche per il contrasto all’hate speech, fenomeno che coinvolge linguaggi, relazioni e responsabilità, e per il funzionamento delle piattaforme algoritmiche, tema ormai essenziale per comprendere come circolano informazioni, contenuti e modelli di visibilità.

Accanto a questi argomenti, il percorso affronterà la navigazione consapevole, gli illeciti digitali e il tema dell’intelligenza artificiale, oggi centrale anche nella formazione degli adolescenti. La presenza di questi contenuti segnala una volontà precisa: non limitarsi a una generica educazione al web, ma costruire una competenza più profonda, capace di aiutare gli studenti a riconoscere i meccanismi che regolano l’ambiente digitale e a muoversi con maggiore autonomia in uno scenario in continua trasformazione.

Il ruolo di scuola, famiglie e istituzioni nella nuova cultura digitale

Nel corso dell’inaugurazione sono intervenuti la dirigente scolastica Irene Marcellino, il presidente del Corecom Sicilia Andrea Peria e il commissario Aldo Mantineo. Le loro dichiarazioni convergono su un punto preciso: l’educazione digitale non può essere lasciata all’improvvisazione né affidata soltanto all’esperienza individuale dei ragazzi. Richiede un accompagnamento condiviso, nel quale scuola, famiglie e istituzioni abbiano la capacità di costruire riferimenti chiari.

Peria ha richiamato il dato più evidente del presente, cioè il tempo che le nuove generazioni trascorrono davanti allo schermo di uno smartphone o di un tablet, sottolineando la necessità di rafforzare una nuova cultura digitale. Il riferimento a un uso equilibrato e consapevole degli strumenti tecnologici restituisce bene il senso del progetto: non demonizzare il digitale, ma aiutare i ragazzi a riconoscerne possibilità e insidie, evitando sia l’entusiasmo ingenuo sia l’allarmismo sterile.

Mantineo ha invece posto l’accento sulla complessità del contesto in cui i giovani crescono oggi, una realtà nella quale il web finisce spesso per amplificare fragilità, incertezze e rischi. Da qui l’esigenza di offrire strumenti concreti per riconoscere i pericoli, difendersi e costruire un pensiero critico capace di orientarsi anche negli spazi digitali. La dirigente scolastica Marcellino ha infine ribadito il ruolo della scuola come ambiente aperto e dinamico, chiamato ad accompagnare gli studenti non soltanto nell’apprendimento tradizionale, ma anche nello sviluppo di autonomia, responsabilità e capacità di affrontare il mondo contemporaneo, online e offline.

Il progetto proseguirà in altre province siciliane

L’iniziativa non si fermerà a Palermo. Nei prossimi mesi il progetto del patentino digitale coinvolgerà anche altre province siciliane, con l’intento di allargare la platea degli studenti coinvolti e consolidare una rete formativa diffusa sul territorio regionale. Il percorso si concluderà con la cerimonia di consegna dei patentini digitali, momento simbolico ma significativo, perché restituisce visibilità a un’esperienza che punta a lasciare nei ragazzi non una semplice attestazione, ma un bagaglio di strumenti utili nella quotidianità.

In un tempo in cui la vita digitale non è più una dimensione separata dall’esperienza reale, ma ne costituisce una parte integrante, iniziative come questa provano a riportare l’educazione al centro del rapporto tra giovani e tecnologia. Il valore del progetto promosso dal Corecom Sicilia sta proprio qui: nell’idea che la competenza digitale non coincida con la sola abilità tecnica, ma con la capacità di abitare la rete con lucidità, rispetto e senso della responsabilità.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.