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Regione Siciliana, Schifani convoca i dirigenti: più controlli interni e misure anticorruzione

01/04/2026

Regione Siciliana, Schifani convoca i dirigenti: più controlli interni e misure anticorruzione

Un richiamo netto alla responsabilità amministrativa, accompagnato dall’indicazione di strumenti più stringenti per prevenire illeciti e zone d’ombra nella macchina pubblica. È questo il segnale lanciato dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha convocato in via straordinaria a Palazzo d’Orléans il Comitato di coordinamento dei dipartimenti, il Codipa, riunendo tutti i dirigenti generali dell’amministrazione regionale attorno a un tema che tocca il funzionamento stesso delle istituzioni: la tenuta dei controlli interni e la capacità di reagire con tempestività davanti a comportamenti irregolari.

L’iniziativa arriva dopo il recente atto di indirizzo trasmesso ai vertici dei dipartimenti regionali e ai responsabili degli uffici speciali, firmato dallo stesso presidente all’indomani delle indagini che hanno coinvolto alcuni dirigenti e funzionari. La riunione straordinaria ha quindi assunto un valore che va oltre il piano organizzativo, perché segna la volontà politica di stringere le maglie della vigilanza e di rafforzare il presidio della legalità dentro l’amministrazione regionale.

Il messaggio ai dirigenti: vigilanza costante e interventi immediati

Nel suo intervento, Schifani ha posto l’accento sulla necessità di consolidare una cultura della legalità meno formale e più concreta, affidando ai dirigenti un compito preciso: controllare con attenzione il lavoro degli uffici e attivarsi senza ritardi in presenza di anomalie. Il presidente ha legato la qualità dell’azione amministrativa a tre elementi che, nel suo impianto, devono procedere insieme: prevenzione, trasparenza e senso di responsabilità. Il messaggio è chiaro anche sul piano interno: la cattiva amministrazione non si combatte con dichiarazioni di principio, ma con una collaborazione effettiva tra i diversi livelli dell’apparato regionale.

Alla riunione hanno preso parte anche il segretario generale della Presidenza della Regione, Ignazio Tozzo, il capo di gabinetto Salvatore Sammartano e la dirigente dell’ufficio del responsabile per la Prevenzione della corruzione e per la trasparenza, Emanuela Giuliano. Una presenza che conferma il profilo operativo dell’incontro e la volontà di trasformare gli indirizzi politici in procedure più puntuali e verificabili.

Appalti e controlli a campione nelle aree più esposte

Tra i temi affrontati figurano alcuni dei nodi più sensibili per ogni pubblica amministrazione. In primo piano c’è la corretta applicazione del Codice degli appalti, terreno nel quale trasparenza, rispetto delle regole e capacità di controllo incidono direttamente sulla credibilità dell’ente pubblico. Accanto a questo punto, il confronto ha riguardato il rafforzamento degli strumenti di prevenzione, la diffusione delle linee guida sul sistema di segnalazione degli illeciti e l’obbligo di denuncia, elementi che puntano a rendere più efficace la rete di protezione interna contro condotte irregolari.

Particolare rilievo assume la previsione di un piano di controlli a campione sui processi collocati nelle aree a maggiore rischio corruttivo. L’attività, secondo quanto emerso, dovrà essere svolta attraverso team multidisciplinari e in raccordo con i dipartimenti interessati. La scelta di affidarsi a gruppi di lavoro con competenze diverse lascia intendere un approccio meno burocratico e più mirato, pensato per intercettare le criticità lungo i passaggi amministrativi più delicati.

Più personale per l’ufficio anticorruzione e richiamo agli obblighi di denuncia

Un altro versante toccato nel corso della riunione riguarda il monitoraggio del rispetto degli obblighi derivanti dal Codice di comportamento dei dipendenti, con particolare riferimento ai procedimenti penali ed erariali in corso. A questo si aggiunge il potenziamento dei controlli sulla veridicità delle dichiarazioni presentate nell’ambito delle misure di prevenzione della corruzione, passaggio che indica la volontà di agire anche sui profili documentali e sulle autodichiarazioni che accompagnano l’attività amministrativa.

Tra le misure annunciate compare inoltre il rafforzamento dell’organico dell’ufficio del responsabile per la Prevenzione della corruzione e per la trasparenza. È un punto rilevante, perché ogni strategia di vigilanza rischia di restare incompleta se non viene sostenuta da risorse umane adeguate e da una struttura in grado di seguire controlli, verifiche e segnalazioni con continuità.

Nelle battute finali Schifani ha ribadito l’obbligo dei dirigenti generali di vigilare sui propri uffici e ha invitato il personale a collaborare in modo attivo alla prevenzione degli illeciti, ricordando anche le conseguenze previste nei casi di omessa denuncia alla Procura della Repubblica o di mancata segnalazione alla Corte dei Conti. Un passaggio che definisce il perimetro della linea scelta dalla Regione: più controlli, più responsabilità individuale e una catena di vigilanza che dovrà essere misurata sui fatti, non sulle intenzioni.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to