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Relitti Marausa II e Gela II, al via il restauro che riporterà i reperti alla fruizione pubblica

10/04/2026

Relitti Marausa II e Gela II, al via il restauro che riporterà i reperti alla fruizione pubblica

Prende forma uno dei progetti più rilevanti per la valorizzazione del patrimonio archeologico sommerso siciliano. Sono stati consegnati questa mattina i lavori di restauro e assemblaggio dei relitti Marausa II e Gela II, due testimonianze di straordinario valore storico che, al termine dell’intervento, saranno nuovamente accessibili al pubblico. L’operazione è promossa dalla Soprintendenza del mare e affidata alla società Cooperativa Archeologia, chiamata a guidare una fase operativa delicata, tanto sul piano tecnico quanto su quello conservativo.

L’intervento si inserisce in una strategia più ampia con cui la Regione Siciliana punta a dare continuità e visibilità a un patrimonio che, per natura e collocazione, richiede competenze specialistiche, tempi lunghi e una programmazione rigorosa. In questo quadro, il recupero dei due relitti non assume soltanto il valore di un cantiere di restauro, ma si lega a una visione culturale precisa: costruire un racconto organico del legame tra la Sicilia e il mare, trasformando i reperti sommersi in un patrimonio pienamente leggibile, fruibile e inserito in un percorso museale coerente.

Un investimento rilevante per la rete dei musei del mare

Secondo quanto comunicato dalla Regione, l’importo complessivo dell’appalto ammonta a 853.633,80 euro, comprensivi di lavori, manodopera e oneri per la sicurezza. Le attività prenderanno il via il 10 aprile e avranno una durata di 960 giorni, con conclusione prevista entro il 25 novembre 2028. Si tratta di un cronoprogramma significativo, che riflette la complessità di un intervento destinato a confrontarsi con materiali fragili, apparati scientifici specialistici e procedure di assemblaggio che richiedono precisione assoluta.

Il progetto è stato presentato anche come un tassello concreto nella costruzione della rete dei musei del mare e delle navi della Regione Siciliana, un’infrastruttura culturale che punta a mettere in relazione siti, reperti e luoghi espositivi attraverso una narrazione unitaria. L’obiettivo, in questo caso, non si esaurisce nella conservazione di due manufatti eccezionali, ma guarda alla capacità di fare sistema, offrendo al pubblico un accesso più completo a una parte fondamentale della storia mediterranea custodita nei fondali dell’Isola.

Da Marsala a Gela, un progetto che rafforza il profilo internazionale della Sicilia

I due relitti sono custoditi nei parchi archeologici di Lilibeo-Marsala e di Gela, due luoghi che negli anni hanno assunto un ruolo sempre più centrale nello studio e nella valorizzazione dell’archeologia subacquea siciliana. Il restauro e l’assemblaggio di Marausa II e Gela II puntano a rafforzare l’offerta culturale e turistica dei territori coinvolti, offrendo nuovi motivi di interesse a un pubblico fatto non soltanto di studiosi e appassionati, ma anche di visitatori attratti da percorsi museali capaci di unire ricerca, racconto e identità.

Alla consegna dei lavori erano presenti, tra gli altri, il direttore dei lavori Roberto La Rocca, la direttrice del Parco di Marsala Anna Occhipinti e il direttore del Parco di Gela, già Soprintendente del mare ad interim, Emanuele Turco. La presenza delle figure tecniche e istituzionali coinvolte restituisce la misura di un intervento che richiede coordinamento costante tra competenze diverse e che potrà incidere, in modo concreto, sul posizionamento della Sicilia nel panorama dell’archeologia navale mediterranea.

Il valore dell’operazione risiede anche nella sua capacità di tenere insieme tutela e sviluppo. Il recupero dei relitti, infatti, contribuisce a consolidare l’immagine della Sicilia come laboratorio di eccellenza nello studio del patrimonio sommerso e, allo stesso tempo, apre nuove prospettive sul fronte della fruizione culturale, dell’attrattività turistica e della qualificazione dell’offerta museale.

Attorno a questi reperti si gioca una partita che riguarda la memoria storica dell’Isola, ma anche la possibilità di costruire, con strumenti contemporanei e visione di lungo periodo, un modello di valorizzazione credibile e duraturo.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to