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Sicilia, 100 milioni per la formazione professionale: il nuovo bando punta a collegare corsi e lavoro

23/03/2026

Sicilia, 100 milioni per la formazione professionale: il nuovo bando punta a collegare corsi e lavoro

La Regione Siciliana sceglie di riportare la formazione professionale dentro un terreno più concreto, legandola in modo diretto ai fabbisogni delle imprese e alle possibilità reali di inserimento occupazionale. L’Avviso 1 del 2026 per la costituzione del Catalogo regionale dell’offerta formativa si muove esattamente in questa direzione: rafforzare le competenze di persone disoccupate, inoccupate o inattive e farlo con una dotazione finanziaria rilevante, pari a 100 milioni di euro, messa a disposizione attraverso il Programma operativo complementare 2014/2020.

La misura nasce dentro un quadro politico e istituzionale ben definito, costruito anche attraverso l’intesa sottoscritta nei giorni scorsi tra Regione Siciliana, Confindustria e Ance. È un passaggio che merita attenzione, perché segnala una volontà precisa: uscire da una logica nella quale la formazione viene progettata in modo autoreferenziale e provare, invece, a costruire percorsi capaci di dialogare con il mercato del lavoro, soprattutto in una fase nella quale l’Isola si trova ad attrarre investimenti legati alle grandi opere e ad altre filiere produttive in crescita.

Un catalogo formativo costruito sui fabbisogni delle imprese

La novità più rilevante del bando riguarda proprio il criterio che ne orienta l’impostazione. I percorsi che entreranno nel Catalogo regionale dovranno essere coerenti con l’analisi dei fabbisogni dell’economia siciliana e con le richieste espresse dal sistema produttivo. Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma della vera architettura del provvedimento. La Regione rivendica, attraverso le parole del presidente Renato Schifani, l’intenzione di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro puntando su una formazione che abbia utilità concreta per chi cerca occupazione e per le aziende che hanno bisogno di figure adeguatamente qualificate.

Il coinvolgimento di Confindustria e Ance rafforza questa impostazione, perché introduce dentro la programmazione formativa un’interlocuzione diretta con due mondi che rappresentano una parte significativa del tessuto produttivo e del comparto delle costruzioni. È in questo passaggio che il bando tenta di segnare una discontinuità rispetto a molte esperienze del passato, spesso criticate per la distanza tra corsi proposti e sbocchi effettivi.

L’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale Mimmo Turano ha descritto l’avviso come una svolta, sottolineando la volontà di offrire a chi non ha un impiego la possibilità di frequentare percorsi che possano condurre a reali opportunità lavorative. In questa lettura, la formazione torna a essere uno strumento di politica attiva, non un segmento separato dalle dinamiche occupazionali.

Risorse, tempi e destinatari del nuovo avviso

Uno degli elementi più significativi del provvedimento riguarda la destinazione delle risorse. Il 50 per cento dei fondi sarà riservato alle macro famiglie di qualifiche richieste da Confindustria e Ance e inserite nel protocollo firmato con la Regione il 12 marzo scorso. È una scelta che rafforza ulteriormente il carattere selettivo e mirato dell’avviso, concentrando una quota molto consistente delle risorse su ambiti professionali giudicati maggiormente coerenti con le esigenze delle imprese.

Il bando è rivolto agli enti di formazione accreditati con sede operativa in Sicilia, che potranno presentare la domanda per l’inserimento dei percorsi nel Catalogo regionale dalle ore 16 del 20 marzo alle ore 18 del 27 marzo. La finestra temporale è dunque piuttosto stretta e impone agli organismi interessati una rapida capacità di organizzazione e progettazione. I percorsi selezionati dovranno essere attivati entro il 3 giugno prossimo.

I destinatari finali dell’intervento sono persone disoccupate, inoccupate o inattive, purché residenti o domiciliate in Sicilia. La misura, quindi, si colloca chiaramente sul terreno delle politiche per l’inclusione lavorativa e per il rafforzamento dell’occupabilità, con una particolare attenzione verso chi oggi si trova fuori dal mercato del lavoro o in una condizione di fragilità professionale.

Dal punto di vista strategico, il valore dell’avviso dipenderà molto dalla qualità dei percorsi che entreranno nel Catalogo e dalla capacità di accompagnare i beneficiari oltre la fase formativa, dentro un rapporto più stretto con le imprese. È proprio su questo terreno che si misurerà la credibilità dell’intervento: non sulla quantità delle risorse, pur rilevante, ma sulla tenuta del collegamento tra formazione, competenze certificate e contratti di lavoro effettivi.

La Sicilia prova dunque a ridisegnare una parte importante delle proprie politiche formative, facendo leva su una dotazione economica robusta e su un’intesa istituzionale con il sistema produttivo. La sfida è trasformare questo impianto in risultati visibili, riducendo la distanza che troppo spesso separa i percorsi di qualifica dalle opportunità reali di occupazione.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.