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Sicilia, la ricostruzione dopo il ciclone Harry: cantieri aperti e aiuti alle imprese

15/03/2026

Sicilia, la ricostruzione dopo il ciclone Harry: cantieri aperti e aiuti alle imprese
Di Jeanne Griffin- Wikipedia

A poco più di quaranta giorni dal passaggio del ciclone Harry e dalla frana che ha colpito il territorio di Niscemi, la Regione Siciliana traccia un primo bilancio delle azioni messe in campo per affrontare l’emergenza e avviare la ricostruzione. Un percorso che si sta sviluppando lungo una direttrice precisa: intervenire con rapidità, concentrare le risorse disponibili e garantire risposte concrete a cittadini e imprese colpiti dagli eventi estremi.

Il quadro operativo delineato dall’amministrazione regionale racconta di una macchina istituzionale attivata immediatamente dopo i primi danni: dichiarazione dello stato di emergenza regionale, richiesta e ottenimento dello stato di emergenza nazionale e istituzione di una cabina di regia unica incaricata di coordinare gli interventi e semplificare le procedure.

Nel giro di poche settimane è stato costruito un pacchetto finanziario complessivo pari a 699 milioni di euro. La dotazione nasce dall’integrazione di fondi europei della programmazione Fesr e Fse 2021-2027 per 588 milioni, risorse regionali per 93 milioni e ulteriori 18 milioni provenienti dal Fondo Sicilia.

Interventi immediati e assistenza alle famiglie sfollate

Nel territorio di Niscemi le prime misure operative sono già visibili. Il Genio civile di Caltanissetta ha affidato in somma urgenza i lavori di ripavimentazione della Regia trazzera Niscemi–San Michele di Ganzaria, collegamento strategico per la mobilità locale. L’intervento, dal valore di 890 mila euro, consentirà di rendere nuovamente percorribile l’arteria entro circa due mesi.

Accanto ai lavori infrastrutturali, la priorità è stata garantire assistenza alle famiglie evacuate. La Regione ha consegnato al Comune i primi due alloggi dello Iacp di Caltanissetta, parte dei sedici destinati agli sfollati, mentre sono già in pagamento i contributi per l’autonoma sistemazione. Si tratta di un sostegno mensile compreso tra 400 e 900 euro destinato a circa 530 nuclei familiari. La prima mensilità è stata erogata alla quasi totalità dei richiedenti grazie a uno stanziamento iniziale di 2,5 milioni di euro.

Per semplificare il rapporto con i cittadini è stato inoltre attivato un ufficio distaccato del commissario per l’emergenza all’interno del municipio di Niscemi, punto di riferimento per la gestione delle domande di contributo e per l’assistenza diretta alla popolazione.

Parallelamente sono stati avviati programmi scientifici di monitoraggio della frana. Complessivamente 5,5 milioni di euro sono destinati alle indagini geologiche e geotecniche, realizzate con il coinvolgimento dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, delle università di Catania ed Enna e dell’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale di Trieste. L’obiettivo è misurare in tempo reale i movimenti del terreno e definire con precisione le strategie di messa in sicurezza.

Sostegno alle imprese e cantieri su porti e viabilità

La strategia regionale include anche un intervento mirato per rilanciare le attività economiche danneggiate dal ciclone e dalle frane. L’assessorato alle Attività produttive, con il supporto operativo di Irfis, ha pubblicato due avvisi per contributi a fondo perduto fino a 20 mila euro destinati alle imprese colpite.

Il plafond iniziale ammonta a 23 milioni di euro. I primi risultati indicano una risposta significativa: 1.135 domande ritenute ammissibili, di cui 59 nel territorio di Niscemi, e circa 200 beneficiari che hanno già ricevuto i primi bonifici.

Alle sovvenzioni dirette si affianca un ulteriore strumento finanziario: 18 milioni del Fondo Sicilia destinati a prestiti a tasso agevolato per sostenere la ripartenza delle aziende, accompagnati da un contributo a fondo perduto pari al 40% dell’investimento. Irfis ha inoltre disposto una moratoria sui mutui per le imprese danneggiate.

La rete infrastrutturale rappresenta un altro capitolo centrale dell’operazione di ripristino. Gli uffici territoriali del Genio civile stanno gestendo lavori in somma urgenza per quasi 18 milioni di euro tra porti, strade e sottoservizi. Circa 10,9 milioni sono destinati al recupero degli scali portuali colpiti dalle mareggiate, con interventi già avviati nei porti di Portopalo di Capo Passero, Lampedusa, Stazzo e Pozzillo ad Acireale, Catania-Ognina, Riposto e Stromboli.

Ulteriori lavori di ripristino e messa in sicurezza riguardano la viabilità costiera e alcune arterie interne della Sicilia. Circa 7 milioni di euro sono destinati ai lungomare della costa ionica messinese e ad alcune strade dell’entroterra palermitano.

Il percorso intrapreso dalla Regione punta ora a trasformare l’emergenza in un processo di ricostruzione strutturato, fondato su cantieri rapidi, sostegno economico e monitoraggio scientifico del territorio.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to