Sicilia, ristori in partenza: al via i contributi per le imprese colpite a Niscemi e dal ciclone Harry
03/03/2026
Dalla prossima settimana partiranno i primi pagamenti dei contributi destinati alle imprese danneggiate dalla frana di Niscemi e dagli effetti del ciclone Harry. La misura, attivata attraverso due avvisi regionali e gestita sulla piattaforma Irfis, ha raccolto circa 1.200 richieste: un numero che fotografa la diffusione dei danni e, insieme, l’urgenza di garantire liquidità a chi ha visto interrompersi attività, forniture, incassi e programmazione.
Il dipartimento regionale delle Attività produttive ha già avviato l’istruttoria e si prepara alla pubblicazione del decreto che aprirà formalmente la fase di erogazione. La Regione conferma che tutte le domande saranno accolte, incluse quelle che richiederanno integrazioni documentali, e che i contributi – fino a un massimo di 20 mila euro per impresa – saranno accreditati direttamente ai beneficiari.
Pagamenti: si parte da Niscemi, poi territori costieri e comuni interni
La priorità operativa individuata prevede che i primi pagamenti raggiungano Niscemi, dove risultano presentate circa sessanta istanze. Da lì la macchina amministrativa estenderà le erogazioni ai comuni costieri colpiti dalle mareggiate e ai territori dell’entroterra interessati dagli eventi meteo. Il punto è stato ribadito nel corso della cabina di regia istituita dal presidente della Regione Renato Schifani, che si riunisce con cadenza settimanale per monitorare provvedimenti adottati, avanzamento delle iniziative e tenuta complessiva del sistema di intervento.
«Cominceremo da Niscemi – sottolinea Schifani – per confermare in modo concreto la vicinanza del governo regionale a un territorio che ha vissuto uno sconvolgimento drammatico. Procederemo immediatamente anche con le erogazioni per i territori costieri e per tutti gli altri Comuni colpiti dal maltempo: garantire ristori rapidi ed efficaci è un dovere istituzionale». Il presidente, che riveste anche l’incarico di commissario per l’emergenza, lega questa fase a quella successiva, più complessa, della ricostruzione, che richiederà un lavoro strutturato e un coordinamento stretto con il governo nazionale.
Interventi urgenti e porti danneggiati: 32 milioni alla Protezione civile e lavori per 10,8 milioni
Durante la riunione è stata approvata anche la relazione sul piano degli interventi urgenti da trasmettere alla Protezione civile nazionale per l’attivazione della prima tranche di risorse, pari a 32 milioni di euro. Parallelamente, è stato fatto il punto sui lavori gestiti dagli uffici territoriali del Genio civile (dipartimento regionale Tecnico) per il ripristino o la messa in sicurezza degli scali portuali danneggiati dalle mareggiate.
Il quadro degli interventi in corso o in avvio, per una spesa complessiva di 10,8 milioni di euro, include lavori già affidati, in esecuzione o pronti a partire nei porti di Lampedusa, Stazzo, Pozzillo, Santa Tecla, Santa Maria La Scala, Capo Mulini (area di Acireale), Ognina, San Giovanni Li Cuti (Catania), Riposto, Stromboli. Sono invece in fase di affidamento gli interventi negli scali di Portopalo di Capo Passero, Ustica, Levanzo, Marsala, Porto Rossi (messa in sicurezza) a Catania, Torre Faro e Santa Marina di Salina.
Alla cabina di regia, oltre al presidente Schifani, hanno preso parte la coordinatrice Simona Vicari, il capo di gabinetto Salvatore Sammartano, gli assessori Giusi Savarino (Territorio) ed Edy Tamajo (Attività produttive), il responsabile del coordinamento delle strutture operative Duilio Alongi, il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, il segretario generale della Presidenza Ignazio Tozzo, insieme ai dirigenti dei dipartimenti regionali coinvolti.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to