Sicilia, via libera al ddl sul Consiglio autonomie locali
28/04/2026
La giunta regionale siciliana ha approvato il disegno di legge per l’istituzione del Consiglio delle autonomie locali, un organismo stabile di raccordo tra Regione, Comuni, Città metropolitane e Liberi consorzi. Il testo, di iniziativa governativa, passerà ora all’esame dell’Assemblea regionale siciliana, chiamata a valutare una riforma pensata per rendere più strutturata la partecipazione degli enti locali alle decisioni regionali che incidono sui territori.
Schifani: “Uno strumento di rilevanza costituzionale”
A presentare il senso politico e istituzionale del provvedimento è stato il presidente della Regione, Renato Schifani, che ricopre anche l’incarico ad interim di assessore delle Autonomie locali. Il governatore ha definito il Consiglio delle autonomie locali uno strumento di rilevanza costituzionale, destinato a rafforzare la collaborazione permanente con gli enti territoriali nel rispetto del principio di sussidiarietà.
Secondo Schifani, l’istituzione del nuovo organismo potrà contribuire a migliorare la qualità degli atti regionali che hanno effetti diretti su Comuni, Città metropolitane e Liberi consorzi, favorendo una maggiore efficacia dell’azione amministrativa. Il presidente ha inoltre collegato l’iniziativa alle richieste avanzate da Anci Sicilia e da altre associazioni rappresentative, che sollecitavano da tempo un coinvolgimento più organico delle autonomie locali nelle scelte della Regione.
Composizione del nuovo organismo regionale
Il Consiglio delle autonomie locali, una volta completato l’iter legislativo, avrà una durata coincidente con quella della legislatura regionale. La composizione prevista dal disegno di legge prevede 18 componenti di diritto: i presidenti delle tre associazioni maggiormente rappresentative degli enti locali, i sindaci dei nove Comuni capoluogo di provincia e i presidenti dei sei Liberi consorzi comunali.
A questi si aggiungeranno nove componenti elettivi, individuati in rappresentanza di ciascuna Città metropolitana e di ciascun Libero consorzio. Il quadro sarà completato da tre membri designati dall’Anci: un sindaco in rappresentanza delle Isole minori e due sindaci dei Comuni montani. La struttura punta quindi a garantire una rappresentanza articolata delle diverse realtà territoriali siciliane, comprese quelle caratterizzate da specifiche condizioni geografiche e amministrative.
Superata la Conferenza permanente Regione-Autonomie locali
Con l’entrata in funzione del Cal, la Conferenza permanente Regione-Autonomie locali cesserà le proprie attività. Le funzioni finora svolte dalla Conferenza saranno assorbite dal nuovo organismo, al quale il disegno di legge attribuisce competenze più ampie e una funzione stabile di raccordo istituzionale.
La riforma mira a colmare il divario che, secondo la Regione, la Sicilia registrava rispetto ad altre realtà italiane nella disciplina dei rapporti tra amministrazione regionale e sistema delle autonomie. Il passaggio all’Ars sarà ora decisivo per definire tempi, eventuali modifiche e approvazione finale del provvedimento.
Per il governo regionale, il Consiglio delle autonomie locali dovrà diventare la sede ordinaria di confronto sulle politiche pubbliche rivolte ai territori, con l’obiettivo di rendere più lineare il dialogo istituzionale e di far emergere in modo tempestivo esigenze, criticità e proposte provenienti dagli enti locali siciliani.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.