Sicilia, via libera all’accordo con Fondazione Falcone per legalità, inclusione e contrasto alla povertà educativa
02/04/2026
La giunta Schifani ha approvato l’accordo quadro che punta a rafforzare nelle scuole siciliane i percorsi di educazione civica, inclusione sociale e contrasto alla dispersione scolastica, con un impianto che lega formazione, memoria e prevenzione dei fenomeni mafiosi. L’intesa, di durata triennale, è stata sottoscritta dall’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, dall’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, dalla Fondazione Falcone e dal Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Il progetto si rivolge in modo particolare agli studenti più fragili e a quelli esposti a rischio di esclusione educativa, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti di crescita culturale e civile. Al centro dell’iniziativa c’è l’idea che la scuola, insieme alle istituzioni e ai soggetti impegnati sul territorio, possa rappresentare un presidio stabile contro la marginalità sociale e contro la diffusione di modelli legati all’illegalità.
Il Museo del Presente come luogo simbolico e spazio educativo
L’accordo individua nel Museo del Presente di Palermo il luogo simbolico in cui memoria e impegno pubblico si incontrano. Non si tratta soltanto di uno spazio dedicato al ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma di un punto di riferimento attraverso cui costruire percorsi educativi rivolti alle nuove generazioni. La scelta del Museo restituisce un significato preciso all’iniziativa: trasformare la memoria in esperienza formativa e renderla parte viva del percorso scolastico.
In questa prospettiva, la Regione collega il progetto anche allo spirito della legge regionale “Liberi di scegliere”, nata per sostenere i minori e le famiglie che vivono in contesti segnati dalla criminalità organizzata. Il messaggio politico e culturale è netto: offrire ai ragazzi opportunità diverse, credibili e accessibili, capaci di sottrarli a condizionamenti ambientali e di aprire spazi reali di emancipazione personale.
Educazione alla legalità, laboratori e contrasto ai nuovi fenomeni di disagio
Tra le attività previste dall’intesa figurano percorsi didattici, laboratori e incontri formativi dedicati alla memoria delle vittime di mafia, al contrasto della criminalità organizzata e alla promozione della cittadinanza attiva. A questi si affiancano iniziative di sensibilizzazione contro bullismo, cyberbullismo e violenza digitale, segnali di un disagio che attraversa in modo sempre più evidente anche la vita scolastica e relazionale degli adolescenti.
Il valore dell’accordo sta anche nella costruzione di una collaborazione stabile tra scuole, istituzioni pubbliche e realtà impegnate nella diffusione della cultura della legalità. L’obiettivo non è limitarsi a singole giornate commemorative, ma dare continuità a un lavoro educativo che possa entrare nella quotidianità scolastica e rafforzare il senso di appartenenza civile degli studenti.
Le ricorrenze del 23 maggio e del 19 luglio come momenti diffusi di formazione
Una parte significativa del programma riguarderà inoltre le ricorrenze del 23 maggio e del 19 luglio, date che segnano la memoria delle stragi di Capaci e di via D’Amelio. In quelle occasioni saranno promossi percorsi educativi diffusi su tutto il territorio regionale, con l’intento di rafforzare tra i giovani il senso dello Stato, della giustizia e della responsabilità collettiva.
Nelle dichiarazioni che accompagnano il via libera della giunta, il presidente della Regione Renato Schifani ha sottolineato come la promozione di modelli educativi fondati sul rispetto delle regole e sul senso comunitario rappresenti il mezzo più efficace per contrastare la diffusione di riferimenti culturali distorti tra i giovani. L’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano ha invece rimarcato il valore di una collaborazione che intende offrire agli studenti occasioni concrete di crescita civile, attraverso esperienze capaci di unire conoscenza storica, consapevolezza civica e inclusione sociale.
L’accordo approvato dalla Regione si colloca così in un terreno particolarmente delicato, dove istruzione, prevenzione e politiche sociali si intrecciano. La sfida è costruire un’azione duratura, capace di raggiungere le aree più esposte alla fragilità educativa e di dare ai ragazzi strumenti utili per leggere il presente, riconoscere i meccanismi della sopraffazione e immaginare un percorso di vita distante da ogni forma di condizionamento mafioso.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to