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Siracusa, al via le Case di Comunità: parte il nuovo modello per i pazienti cronici

02/04/2026

Siracusa, al via le Case di Comunità: parte il nuovo modello per i pazienti cronici

Parte su tutto il territorio della provincia di Siracusa l’attivazione delle Case di Comunità, uno dei tasselli più attesi del nuovo assetto dell’assistenza territoriale previsto dal PNRR. L’avvio delle attività arriva nel rispetto della scadenza fissata al 31 marzo 2026 dal piano di programmazione e introduce un modello organizzativo che punta a spostare il baricentro della sanità più vicino ai cittadini, con una presa in carico più continua e strutturata dei pazienti cronici.

La novità più rilevante riguarda l’adozione della cosiddetta medicina di iniziativa, o proattiva, un’impostazione che cambia il rapporto tra servizi sanitari e paziente. Non si tratta più soltanto di intervenire quando il problema si presenta o si aggrava, ma di costruire un sistema capace di anticipare le criticità, monitorare le condizioni cliniche più delicate e ridurre il rischio di riacutizzazioni che spesso si traducono in un nuovo accesso al pronto soccorso o in un ricovero ospedaliero.

Un nuovo modello per seguire i pazienti cronici

Le Case di Comunità entreranno in funzione con un’attenzione particolare verso i target a maggiore impatto sanitario, tra cui scompenso cardiaco, diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva e patologie renali. Si tratta di condizioni che richiedono continuità assistenziale, controlli periodici, capacità di intercettare in tempo i segnali di peggioramento e un raccordo costante tra professionisti sanitari diversi.

Secondo il modello annunciato, i pazienti non dovranno attendere esclusivamente l’insorgenza di un problema per rivolgersi alla struttura. Saranno infatti gli operatori delle Case di Comunità a contattarli sulla base di una programmazione costruita attraverso le segnalazioni dei medici di famiglia, delle Centrali operative territoriali e delle strutture interne dell’Azienda sanitaria, anche in seguito a una dimissione ospedaliera.

È un passaggio che rende più ordinata la presa in carico e che prova a colmare una delle fragilità storiche della sanità territoriale: la difficoltà di seguire i malati cronici con regolarità, soprattutto nei momenti di passaggio tra ospedale e assistenza sul territorio.

Attività subito operative senza attendere il completamento totale delle strutture

L’Asp di Siracusa ha scelto di avviare immediatamente le attività integrate mediche e infermieristiche, considerate la vera innovazione di questa fase del PNRR, senza aspettare che tutto il percorso infrastrutturale sia completato in ogni dettaglio. La decisione ha un valore pratico preciso: partire adesso con i servizi, utilizzando il personale già disponibile, e portare a pieno regime il sistema progressivamente, man mano che si completeranno le dotazioni strutturali, tecnologiche e gli organici previsti dal programma nazionale.

Questo significa che il progetto non nasce in una forma già definitiva sotto ogni aspetto, ma si sviluppa con una logica di attivazione progressiva. È una scelta che punta a evitare ritardi nell’erogazione dei servizi e che privilegia l’effettiva operatività rispetto all’attesa del completamento formale di ogni singolo tassello. In un ambito come quello dell’assistenza territoriale, nel quale i bisogni dei pazienti cronici sono quotidiani, avviare il servizio anche in modalità work in progress rappresenta una decisione che può incidere concretamente sulla qualità della presa in carico.

Le sedi già attive e il ruolo centrale dei medici di famiglia

Le attività sono già partite nelle strutture definitive di alcune sedi, in particolare nelle spoke di Siracusa, Melilli e Avola e nella hub di Augusta, già consegnate dalle ditte aggiudicatarie. Nelle altre sedi individuate, invece, i servizi saranno comunque garantiti in locali già disponibili all’Azienda sanitaria, in attesa del completamento degli interventi previsti dal PNRR. Il risultato è un sistema che, pur con assetti diversi da sede a sede, mira a garantire una presenza diffusa sul territorio provinciale.

La Direzione aziendale ha inoltre rivolto un ringraziamento ai medici di medicina generale che hanno aderito al progetto, rendendo possibile l’apertura delle Case di Comunità, e ha lanciato un appello a quanti non hanno ancora partecipato affinché aumenti il livello di adesione.

Il coinvolgimento dei medici di famiglia è infatti uno dei punti decisivi dell’intero impianto, perché il nuovo modello assistenziale si regge sulla loro capacità di segnalare i pazienti, seguirli nel tempo e raccordarsi con infermieri di comunità e servizi territoriali. Senza questa integrazione, il rischio sarebbe quello di avere strutture nuove ma prive della vera funzione per cui sono state pensate: accompagnare il paziente cronico in un percorso sanitario più vicino, più continuo e meglio organizzato.

L’avvio delle Case di Comunità nella provincia di Siracusa assume quindi un rilievo che va oltre l’adempimento di una scadenza amministrativa. Segna l’inizio concreto di una trasformazione che riguarda il modo in cui il sistema sanitario territoriale prova a rispondere ai bisogni più complessi, puntando su prevenzione, prossimità e continuità assistenziale come strumenti per alleggerire la pressione sugli ospedali e offrire ai cittadini una rete di cure più accessibile.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.