Siracusa, l’Asp aderisce alla campagna contro la Shaken Baby Syndrome e porta la prevenzione negli ospedali e in piazza
11/04/2026
L’Asp di Siracusa aderisce alla campagna nazionale di sensibilizzazione sulla Shaken Baby Syndrome, la sindrome del bambino scosso, scegliendo di affiancare informazione sanitaria e prossimità territoriale in un ambito che richiede attenzione, competenza e capacità di parlare alle famiglie con chiarezza. L’iniziativa, promossa dalla SIMEUP con il supporto di Terre des Hommes Italia e Dicofarm, affronta un tema delicato ma essenziale: i rischi gravissimi legati allo scuotimento dei neonati, gesto che può verificarsi in momenti di forte stress da parte degli adulti e che continua a essere, troppo spesso, sottovalutato nelle sue conseguenze.
La campagna si muove su un terreno preciso, quello della prevenzione primaria. Informare genitori e caregiver significa infatti intervenire prima che il rischio si trasformi in danno, offrendo strumenti per comprendere il pianto del lattante, riconoscere le situazioni di maggiore fatica emotiva e adottare comportamenti corretti nei momenti più complessi della cura.
In questo senso la sensibilizzazione sulla SBS non riguarda soltanto la diffusione di nozioni mediche, ma chiama in causa una più ampia cultura del supporto alla genitorialità, soprattutto nelle fasi iniziali della vita del bambino, quando la fragilità del neonato si intreccia con la stanchezza, l’ansia e il disorientamento che possono attraversare le famiglie.
Ospedali coinvolti e personale sanitario in prima linea
L’impegno dell’Asp di Siracusa si svilupperà attraverso i reparti di Pediatria e Neonatologia degli ospedali di Avola/Noto e Lentini, individuati come punti centrali per la diffusione di materiali educativi e per l’attività di orientamento rivolta agli utenti. La scelta di affidare questa funzione ai reparti che più direttamente accompagnano la nascita e i primi mesi di vita del bambino è particolarmente significativa, perché consente di intercettare le famiglie nel momento in cui il bisogno di informazioni affidabili è più forte e immediato.
Il presidio ospedaliero di Lentini, nella giornata di venerdì 10 aprile, allestirà per tutta la mattinata un punto informativo all’ingresso principale dell’ospedale. Sotto il coordinamento della direttrice del reparto di Pediatria e Neonatologia, Tiziana Sciacca, il personale sanitario sarà a disposizione per illustrare le corrette modalità di gestione del pianto del lattante e per proiettare i contenuti video ufficiali della campagna nazionale. L’obiettivo è fornire un’informazione chiara, accessibile e scientificamente corretta, capace di tradurre un tema complesso in indicazioni concrete per la vita quotidiana delle famiglie.
Da Lentini ad Avola, la prevenzione esce dall’ospedale e incontra la città
Il percorso di sensibilizzazione proseguirà nel fine settimana con il coinvolgimento dell’ospedale Avola/Noto, che ha scelto di portare la campagna fuori dagli spazi sanitari, direttamente nel cuore della vita cittadina. Per la mattina di domenica 12 aprile è infatti previsto un infopoint in piazza Umberto I, presidiato dai medici e dagli infermieri del reparto di Pediatria e Neonatologia diretto da Gian Luca Trobia. Nel corso della mattinata verranno distribuiti opuscoli divulgativi e proiettati video esplicativi, con l’intento di raggiungere il maggior numero possibile di famiglie e di trasformare l’informazione medica in un patrimonio condiviso, facilmente comprensibile e vicino alle persone.
È una scelta che merita attenzione, perché sposta il baricentro della prevenzione: non attende che i cittadini arrivino soltanto dentro i luoghi della cura, ma porta il messaggio dove la comunità vive, si incontra e costruisce le proprie abitudini. In questo modo la campagna acquista una forza ulteriore, diventando non soltanto un richiamo alla prudenza, ma anche un’occasione pubblica per parlare di infanzia, fragilità, sostegno e responsabilità adulta.
Un messaggio semplice, ma decisivo per la tutela dei neonati
La sindrome del bambino scosso rappresenta una delle forme più gravi di trauma abusivo in età neonatale e infantile. Il suo contrasto passa anche da campagne come questa, che cercano di prevenire il gesto prima ancora che di raccontarne le conseguenze. Il pianto inconsolabile di un neonato, infatti, può diventare per alcuni adulti una fonte di forte tensione, ma proprio in quel passaggio si gioca la differenza tra una reazione pericolosa e una gestione consapevole della fatica.
Informare significa allora offrire un argine, ricordando che scuotere un bambino non è mai un modo per calmarlo e che esistono invece strategie corrette, tempi di pausa e richieste di aiuto che devono essere legittimate e incoraggiate.
L’adesione dell’Asp di Siracusa alla campagna nazionale va letta proprio in questa prospettiva: fare della prevenzione un gesto di responsabilità pubblica, affidando ai professionisti sanitari il compito di costruire consapevolezza e di accompagnare le famiglie con strumenti concreti. In un tema tanto delicato, la qualità dell’informazione può fare una differenza sostanziale. E portarla dentro gli ospedali, ma anche nelle piazze, significa riconoscere che la tutela dei neonati passa anzitutto dalla capacità di raggiungere le persone prima che il rischio si manifesti.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.