Terremoto sull’Etna: scossa di magnitudo 4.5 vicino a Ragalna, controlli su scuole e abitazioni
05/03/2026
Alle 07:05 del 4 marzo 2026 una scossa di terremoto di magnitudo 4.5 è stata registrata nella zona etnea, con epicentro localizzato a 2,8 chilometri a nord-ovest di Ragalna, nel Catanese, e una profondità stimata di 3,8 chilometri. I dati sono stati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che monitora costantemente l’attività sismica sul territorio italiano.
Il movimento tellurico è stato percepito chiaramente in numerosi centri della provincia di Catania, in particolare nei comuni più vicini all’epicentro. Subito dopo la scossa è stata attivata la macchina dei controlli da parte della Protezione civile regionale, che ha avviato verifiche per accertare eventuali danni a edifici e infrastrutture.
Verifiche della Protezione civile e contatti con i Comuni
Il dirigente generale della Protezione civile della Regione Siciliana ha disposto immediatamente un monitoraggio telefonico attraverso il sistema di emergenza regionale. Tutti i comuni in cui la scossa è stata avvertita sono stati contattati e messi in collegamento con la Sala Operativa Unificata della Regione Siciliana, con l’obiettivo di raccogliere informazioni rapide sulla situazione locale.
Il terremoto è stato avvertito con maggiore intensità nei centri dell’area etnea, tra cui Santa Maria di Licodia, Biancavilla, Bronte, Belpasso, Nicolosi, Paternò, Camporotondo Etneo, San Pietro Clarenza, Adrano, Pedara, Mascalucia, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Gravina di Catania, Viagrande, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, San Giovanni la Punta, Sant’Agata li Battiati, Aci Bonaccorsi, Zafferana Etnea, Aci Sant’Antonio, San Gregorio di Catania, Valverde e Aci Catena.
Le verifiche hanno riguardato soprattutto edifici pubblici e strutture sensibili, mentre i tecnici hanno raccolto le prime segnalazioni provenienti dai territori.
Scuole chiuse in via precauzionale in diversi comuni
Per consentire ispezioni tecniche sugli edifici scolastici e garantire la sicurezza degli studenti, alcuni sindaci hanno disposto la chiusura delle scuole per la giornata del 4 marzo. La decisione riguarda i comuni di Adrano, Aci Sant’Antonio, Biancavilla, Belpasso, Gravina di Catania, San Giovanni la Punta, San Pietro Clarenza, Santa Maria di Licodia, Mascalucia e Catania.
Si tratta di una misura preventiva che permette ai tecnici comunali e ai funzionari della Protezione civile di effettuare controlli approfonditi sulle strutture, verificando l’eventuale presenza di danni o criticità.
Sopralluoghi a Ragalna e prime segnalazioni di danni
Nel comune di Ragalna, il più vicino all’epicentro, è stato attivato il Centro Operativo Comunale (COC). Squadre di tecnici della Protezione civile regionale sono state inviate sul posto per eseguire sopralluoghi nelle scuole e nelle abitazioni.
Le prime verifiche hanno evidenziato lesioni alle tamponature e ad alcune coperture degli edifici, oltre a crolli localizzati di muretti a secco e ruderi nelle aree periferiche. Non risultano al momento segnalazioni di feriti.
Parallelamente, tecnici del Dipartimento Regionale della Protezione Civile stanno effettuando rilievi post-sisma mirati per analizzare gli effetti dell’evento sul territorio.
Il possibile legame con la faglia della Calcerana
Secondo le prime valutazioni tecniche, l’evento sismico sarebbe riconducibile all’attivazione della faglia della Calcerana, una delle strutture tettoniche già note e studiate nell’area etnea. Il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, ha spiegato che le analisi si inseriscono nel quadro degli studi di microzonazione sismica di terzo livello, strumenti scientifici avanzati che consentono di comprendere con maggiore precisione il comportamento del terreno durante i terremoti.
Le verifiche in corso mirano a individuare eventuali deformazioni del suolo o manifestazioni superficiali legate alla dinamica geologica dell’Etna, uno dei territori più complessi dal punto di vista sismico e vulcanico dell’intero Mediterraneo.
Articolo Precedente
Sicilia, al via le misure della finanziaria regionale: 239 milioni gestiti da Irfis
Articolo Successivo
HPV: a Siracusa iniziative straordinarie per promuovere vaccinazione e screening
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to