Asp Siracusa, intelligenza artificiale e telemedicina entrano nei processi di cura
20/04/2026
L’Asp di Siracusa accelera sul fronte dell’innovazione digitale e lo fa mettendo attorno allo stesso tavolo personale sanitario ed esperti dei sistemi informatici, con l’obiettivo di rendere più rapidi i percorsi di cura e alleggerire il peso della burocrazia. Nelle aule Formazione del presidio ospedaliero A. Rizza, in viale Epipoli, si è svolto un evento operativo dedicato all’applicazione concreta delle tecnologie digitali nella pratica clinica, in una prospettiva che punta a trasformare strumenti come intelligenza artificiale, telemedicina e realtà virtuale in risorse quotidiane al servizio dei pazienti.
All’incontro hanno preso parte il commissario straordinario dell’Asp di Siracusa Gioacchino Iraci e il direttore dei Sistemi informativi e Controllo di gestione Santo Pettignano. Il significato dell’iniziativa è stato chiarito dallo stesso Iraci, che ha definito fondamentale l’integrazione tra competenze mediche e informatiche per semplificare i processi amministrativi e garantire servizi sanitari più vicini alle persone. Nel suo intervento ha sottolineato come intelligenza artificiale e telemedicina non appartengano più a una dimensione teorica o futura, ma siano già strumenti integrati nei processi clinici dell’azienda sanitaria, capaci di velocizzare le cure e migliorare l’efficienza complessiva del sistema.
Un confronto operativo tra area clinica e area tecnologica
L’incontro non è stato pensato come una semplice vetrina sull’innovazione, ma come un momento di lavoro concreto tra professionisti chiamati a confrontarsi sugli effetti reali delle nuove tecnologie nei processi sanitari. Santo Pettignano ha parlato infatti di un tassello importante nel consolidamento di una collaborazione interdisciplinare che proseguirà anche nei prossimi mesi, con l’obiettivo di misurare i risultati ottenuti e introdurre eventuali miglioramenti. Il principio indicato resta chiaro: l’innovazione digitale deve agire a supporto della decisione clinica e non in sua sostituzione.
È proprio questa impostazione a dare spessore all’iniziativa. La digitalizzazione, nel contesto sanitario, non viene presentata come un esercizio astratto di modernizzazione, ma come uno strumento utile a risolvere problemi precisi: ridurre i tempi, snellire i passaggi burocratici, rendere più efficace il coordinamento tra reparti e professionisti, migliorare la qualità dell’assistenza e rafforzare la capacità di risposta del sistema sanitario territoriale.
Dalle lettere di dimissione al telestroke, le applicazioni già in campo
Nel corso dei tavoli operativi sono state analizzate diverse soluzioni già utilizzate o in fase di sviluppo. Tra queste figura l’impiego dell’intelligenza artificiale nella redazione delle lettere di dimissione, pensato per alleggerire il lavoro amministrativo dei sanitari e rendere più rapida la conclusione del percorso ospedaliero. A questo si affiancano i servizi di televisita e il sistema di telestroke, utile per il monitoraggio a distanza dei pazienti colpiti da ictus, ambito in cui la tempestività della valutazione e del controllo rappresenta un elemento decisivo.
Tra le soluzioni illustrate anche TeleSIMT, dedicato alla tele-gestione del processo trasfusionale per la validazione del sangue, e i sistemi per la gestione integrata dell’infarto acuto. Non meno rilevante il lavoro sugli applicativi di pre-triage nei pronto soccorso, che possono contribuire a migliorare l’organizzazione degli accessi e la lettura immediata delle priorità cliniche in uno dei punti più delicati dell’assistenza sanitaria.
Controllo infezioni, realtà virtuale e governo clinico del pronto soccorso
Il panorama delle tecnologie presentate si estende anche ad altri ambiti. Sono stati illustrati sistemi basati sull’intelligenza artificiale per il controllo delle infezioni, programmi di sorveglianza attiva per la prevenzione clinica e progetti dedicati alla farmacovigilanza digitale, pensati per migliorare la capacità di intercettare e prevenire danni da farmaci. Sul fronte della riabilitazione, l’Asp sta lavorando anche su strumenti che sfruttano la realtà virtuale immersiva come supporto per il recupero motorio e cognitivo.
Particolare rilievo è stato dato anche a PS NEXT+, la piattaforma già premiata a livello nazionale per il governo clinico dei pronto soccorso. Il sistema, secondo quanto illustrato, permette di superare una gestione tradizionale dei dati, trasformandoli in un supporto operativo in tempo reale per il coordinamento clinico e per una gestione più proattiva delle attività. A questo si aggiungono applicazioni per la rilevazione in tempo reale dei parametri vitali dei pazienti e software gestionali destinati alle nuove Case di Comunità.
Meno burocrazia e più qualità dell’assistenza
Nelle diverse postazioni i professionisti coinvolti hanno mostrato come l’integrazione tra competenze cliniche e strumenti digitali possa incidere sui processi quotidiani in modo molto concreto. Il risultato atteso è una riduzione del carico burocratico che grava sul personale sanitario, con la possibilità di liberare tempo e risorse da dedicare all’assistenza. È questo uno degli aspetti più rilevanti dell’intero progetto: l’innovazione, per essere davvero utile, deve rendere il sistema più semplice per chi vi lavora e più efficace per chi vi si affida.
L’evento ospitato all’ospedale Rizza segna quindi un passaggio importante per l’Asp di Siracusa, che prova a costruire un modello in cui area sanitaria e area tecnologica non procedano su binari separati. La sfida, ora, sarà trasformare queste sperimentazioni in pratiche stabili e diffuse, capaci di migliorare in modo tangibile la qualità dei servizi e la capacità di risposta ai bisogni di salute del territorio.
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