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Sicilia, dalla Regione 12 milioni per il fotovoltaico domestico: prestiti a tasso zero fino a 20mila euro

20/04/2026

Sicilia, dalla Regione 12 milioni per il fotovoltaico domestico: prestiti a tasso zero fino a 20mila euro

La Regione Siciliana punta sul fotovoltaico domestico come leva per alleggerire il peso delle bollette e contrastare la povertà energetica. Attraverso Irfis è stato pubblicato l’avviso che prevede finanziamenti a tasso zero destinati alle famiglie siciliane per l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici finalizzati all’autoconsumo. La misura, inserita nell’ultima Finanziaria regionale e proposta dall’assessorato dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità, dispone di una dotazione complessiva di 12 milioni di euro a valere sul Fondo Sicilia.

L’intervento si muove lungo una doppia direttrice. Da una parte c’è l’obiettivo sociale di aiutare i nuclei familiari a basso reddito a ridurre il costo dell’energia; dall’altra c’è la volontà politica di accelerare la diffusione delle energie rinnovabili nell’isola, favorendo modelli di consumo più sostenibili e meno dipendenti dai rincari del mercato. Il presidente della Regione Renato Schifani lega esplicitamente il provvedimento alla lotta contro la povertà energetica e alla promozione di una transizione che tenga insieme sostenibilità ambientale e convenienza economica.

Chi può accedere al finanziamento e cosa copre

I destinatari dell’avviso sono le persone fisiche residenti in Sicilia in possesso di un Isee in corso di validità e proprietarie, oppure titolari di un diritto reale, sull’immobile nel quale verrà installato l’impianto. Il finanziamento può coprire il 100 per cento delle spese ammissibili, fino a un massimo di circa 20mila euro, e si distingue per condizioni particolarmente favorevoli: nessun interesse, nessuna garanzia richiesta e nessuna valutazione del merito creditizio.

Tra le spese finanziabili rientrano non solo i costi dell’impianto vero e proprio, ma anche una serie di voci collegate che incidono in modo significativo sull’investimento complessivo. Sono comprese, infatti, la polizza multirischi, le opere edili necessarie, la connessione alla rete, le consulenze tecniche e i sistemi per il controllo delle performance. Una scelta che amplia concretamente la portata della misura, rendendola più accessibile anche a chi non avrebbe margini economici per coprire i costi accessori.

Quali impianti si possono realizzare

L’avviso riguarda impianti fotovoltaici di nuova installazione, eventualmente accompagnati da sistemi di accumulo, da realizzare su abitazioni o pertinenze. La misura può essere utilizzata anche in contesti condominiali, purché vi sia l’autorizzazione necessaria. Gli impianti dovranno avere una potenza compresa tra 3 e 6 kW ed essere installati da uno dei soggetti realizzatori iscritti al Gse, il Gestore dei servizi energetici.

Questa impostazione conferma che la misura è pensata soprattutto per un utilizzo domestico e per favorire l’autoconsumo in ambito residenziale. Non si tratta quindi di un incentivo generico alle rinnovabili, ma di uno strumento mirato a mettere le famiglie nelle condizioni di produrre parte dell’energia necessaria ai propri consumi, riducendo nel medio periodo la dipendenza dalla rete e l’esposizione agli aumenti tariffari.

Graduatoria, scadenze e tempi di restituzione

L’assegnazione delle risorse avverrà tramite graduatoria. A essere premiati saranno innanzitutto i nuclei con Isee più basso e, a parità di altre condizioni, gli impianti di minore potenza, in coerenza con la finalità sociale dell’intervento. Le domande potranno essere presentate esclusivamente online sulla piattaforma dedicata di Irfis, dalle ore 12 del 14 luglio 2026 fino alle ore 12 del 14 ottobre 2026.

Una volta ottenuto il finanziamento, i beneficiari avranno sei mesi per realizzare l’impianto e dodici mesi per completarne la messa in opera e la rendicontazione delle spese. La restituzione del prestito avverrà in dieci anni, compreso un anno di preammortamento, con rate mensili costanti. È una formula che mira a distribuire nel tempo il peso del rimborso, così da rendere l’investimento sostenibile anche per famiglie con capacità economiche limitate.

La misura varata dalla Regione Siciliana si inserisce così in un terreno molto concreto, quello in cui la transizione energetica incontra il bilancio domestico. Ed è proprio su questo equilibrio tra innovazione, tutela sociale e accessibilità che si giocherà la sua efficacia reale, soprattutto in una fase in cui il costo dell’energia continua a rappresentare una delle voci più pesanti per molte famiglie.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to