Caricamento...

Sicilia365 Logo Sicilia365

Messina, truffe ad anziane: due arresti della Polizia

01/06/2026

Messina, truffe ad anziane: due arresti della Polizia

Due uomini, di 36 e 53 anni, sono stati arrestati in flagranza dalla Polizia di Stato in due distinti episodi di truffa ai danni di persone anziane. Le vittime, una donna di 79 anni nella zona di Gesso e una donna di 83 anni nel Taorminese, sarebbero state raggirate con tecniche ormai ricorrenti: telefonate allarmanti, falsi familiari o sedicenti appartenenti alle forze dell’ordine, pressione psicologica e richiesta urgente di denaro o gioielli. In entrambi i casi l’intervento rapido degli agenti ha permesso di bloccare i presunti autori.

Il finto nipote e la fuga bloccata a Messina

Il primo episodio è avvenuto nella cittadina di Gesso, dove una donna di 79 anni è stata contattata telefonicamente da un uomo che si sarebbe spacciato per il nipote. Durante la chiamata, il falso familiare avrebbe raccontato alla vittima di trovarsi in pericolo e di avere bisogno immediato di denaro contante e oggetti in oro per affrontare una situazione di difficoltà.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, mentre il sedicente nipote teneva la donna al telefono per impedirle di chiedere aiuto o verificare il racconto con altri familiari, un complice si sarebbe presentato alla porta dell’abitazione. La vittima avrebbe così consegnato preziosi, tra cui fedi nuziali e collanine d’oro, oltre al denaro contante raccolto in casa.

L’uomo incaricato del ritiro, un 36enne originario della provincia di Caltanissetta e già noto alle forze dell’ordine, si sarebbe poi allontanato rapidamente con la refurtiva. Gli investigatori della Squadra Mobile sono riusciti a individuarlo attraverso i sistemi di videosorveglianza e a intercettare il mezzo su cui viaggiava nei pressi di viale Boccetta, a Messina.

Recuperati oro e denaro sottratti alla vittima

Al momento del controllo, il 36enne avrebbe tentato una prima resistenza, ma è stato bloccato dagli agenti e arrestato per truffa aggravata. La refurtiva è stata rinvenuta nell’immediatezza e successivamente restituita alla legittima proprietaria.

Il recupero dei beni sottratti è stato possibile grazie alla tempestività dell’attività investigativa. La rapida analisi delle immagini di videosorveglianza ha consentito ai poliziotti di ricostruire i movimenti del sospettato, individuare il veicolo utilizzato per la fuga e intervenire prima che il bottino potesse essere disperso.

La tecnica utilizzata rientra tra le più diffuse nelle truffe agli anziani: creare un falso stato di emergenza familiare, isolare la vittima mantenendola al telefono e inviare un incaricato a ritirare denaro o preziosi prima che la persona possa rendersi conto del raggiro.

A Taormina il falso carabiniere trova un poliziotto in casa

Il secondo arresto è stato eseguito dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Taormina. Anche in questo caso la vittima designata era un’anziana, una donna di 83 anni, contattata telefonicamente da un uomo che si sarebbe presentato come carabiniere.

Il sedicente militare avrebbe chiesto di verificare i gioielli in possesso della donna, sostenendo che fosse necessario accertare che non provenissero da una fantomatica rapina commessa con un’auto riconducibile alla vittima. Anche qui il meccanismo era costruito per generare paura, urgenza e confusione, impedendo alla donna di ragionare con calma o di contattare una persona di fiducia.

Questa volta, però, l’anziana non era sola. Al momento della telefonata era presente un parente, poliziotto in servizio al Commissariato di Taormina, che ha intuito il tentativo di truffa, ha allertato la sala operativa e ha atteso l’arrivo dell’uomo incaricato del ritiro.

Arrestato un 53enne, agente ferito durante la fuga

Quando il presunto truffatore si è presentato alla porta, il poliziotto e i colleghi sopraggiunti sono intervenuti. L’uomo, un 53enne di origini catanesi, avrebbe tentato di fuggire e avrebbe aggredito uno degli agenti, provocandogli lesioni giudicate guaribili in dieci giorni.

Per il 53enne sono scattate le manette con le accuse di truffa, minaccia, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. L’episodio conferma la pericolosità di raggiri che, pur iniziando con una telefonata, possono trasformarsi in situazioni di rischio anche per chi interviene a tutela delle vittime.

La Polizia richiama l’attenzione sulla necessità di diffidare da richieste improvvise di denaro, oro o gioielli, soprattutto se arrivano tramite telefonate allarmanti o da persone che dichiarano di appartenere alle forze dell’ordine. Nessun appartenente alle istituzioni chiede la consegna di preziosi a domicilio. In caso di dubbi, è fondamentale interrompere la conversazione e chiamare subito il numero unico di emergenza 112.

Le contestazioni si riferiscono alla fase delle indagini preliminari. Per gli indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità con sentenza irrevocabile.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.