Porto Empedocle, tentata truffa del “finto carabiniere”: arrestati un uomo e una donna
20/04/2026
Ancora una truffa costruita sul copione del “finto carabiniere”, ancora una volta ai danni di una cittadina presa di mira con un racconto studiato per generare paura e urgenza. A Porto Empedocle la Polizia di Stato di Agrigento ha arrestato un uomo e una donna, entrambi provenienti da Siracusa, colti in flagranza di reato mentre avrebbero tentato di mettere a segno una truffa aggravata ai danni di una residente.
L’indagine, condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Agrigento, è partita dalla prontezza della stessa vittima, che ha capito di trovarsi di fronte a un possibile raggiro e ha subito avvisato i familiari. Da lì è scattato l’intervento della polizia, che ha organizzato un servizio mirato riuscendo a bloccare i presunti responsabili prima che potessero allontanarsi con i beni richiesti.
La telefonata del falso maresciallo e il piano per farsi consegnare i gioielli
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna sarebbe stata contattata telefonicamente da un sedicente maresciallo dei Carabinieri, che le avrebbe prospettato il coinvolgimento del marito in una presunta rapina avvenuta in una gioielleria di Agrigento. Per rendere il racconto credibile, l’interlocutore avrebbe sostenuto che nel colpo fosse stata utilizzata l’autovettura dell’uomo, chiedendo quindi alla donna di preparare monili in oro e altri oggetti di valore da consegnare a un incaricato del Tribunale, con il pretesto di confrontarli con quelli oggetto della rapina.
Si tratta di uno schema tristemente noto, costruito per mettere la vittima in uno stato di forte pressione emotiva e spingerla a collaborare senza avere il tempo di verificare quanto le viene raccontato. In questo caso, però, la destinataria della telefonata ha intuito il tentativo di truffa e ha scelto di non affrontare da sola la situazione, allertando subito i propri familiari, che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
Il blitz della Squadra Mobile e il fermo dei due indagati
Gli agenti della Squadra Mobile, arrivati nell’abitazione della persona offesa, hanno predisposto un servizio di osservazione che ha consentito di monitorare lo sviluppo della vicenda e di intervenire al momento opportuno. La donna indagata è stata bloccata in flagranza mentre tentava di impossessarsi dei beni di valore che poco prima le erano stati consegnati dalla vittima nell’ambito del piano messo in atto.
Le successive attività investigative hanno permesso di individuare anche il presunto complice, fermato poco dopo a bordo di un veicolo nelle vicinanze dell’abitazione, dove sarebbe rimasto in attesa dell’arrivo della donna. Un elemento che, secondo gli investigatori, confermerebbe la natura organizzata dell’azione e la presenza di una ripartizione di ruoli tra i due coinvolti.
Arresto convalidato, ma resta la presunzione di innocenza
I due soggetti sono stati quindi arrestati per tentata truffa aggravata e, su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura di Agrigento, condotti presso la Casa circondariale del capoluogo. All’esito dell’udienza di convalida, il gip di Agrigento ha convalidato l’arresto e disposto nei confronti di entrambi l’obbligo di dimora nel Comune di Siracusa.
Le indagini restano comunque in corso e, come previsto dalla legge, la responsabilità penale delle persone sottoposte a misura cautelare non è ancora accertata in via definitiva. La vicenda riporta però l’attenzione su una tipologia di raggiro che continua a colpire in molte città italiane e che fa leva sulla fiducia nelle istituzioni, simulando contatti con appartenenti alle forze dell’ordine o ad altri uffici pubblici per ottenere denaro e preziosi.
Articolo Precedente
Latte vegetale: tipi, proprieta nutritive e come scegliere il migliore
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to