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Sanità nelle carceri, UGL: “Mancano 1.700 operatori, cure negate ai detenuti”

25/05/2026

Sanità nelle carceri, UGL: “Mancano 1.700 operatori, cure negate ai detenuti”

La carenza di personale sanitario nelle carceri italiane rischia di compromettere gravemente il diritto alle cure dei detenuti. A lanciare l’allarme è Gianluca Giuliano, segretario nazionale della UGL Salute, che denuncia una situazione definita “drammatica” negli istituti penitenziari del Paese, tra sovraffollamento, carenze strutturali e insufficienza di medici e operatori sanitari.

“Un medico ogni 315 detenuti”

Secondo quanto riferito dal sindacato, nei 189 penitenziari italiani mancherebbero almeno 1.700 professionisti sanitari. Un dato che, sottolinea Giuliano, rende estremamente difficile garantire assistenza adeguata ai detenuti, soprattutto considerando che circa il 70 per cento della popolazione carceraria soffre di patologie croniche o disturbi psichiatrici.

“Oggi opera appena un medico ogni 315 reclusi, spesso in condizioni di precarietà”, afferma il segretario della UGL Salute, richiamando i dati riportati dal quotidiano Avvenire. Una situazione che, secondo il sindacato, provoca ritardi nelle cure, difficoltà nell’accesso alle visite specialistiche e un progressivo peggioramento delle condizioni sanitarie all’interno delle strutture detentive.

Nel mirino anche le difficoltà organizzative che incidono sui trasferimenti dei detenuti verso ospedali e ambulatori esterni. La carenza di agenti penitenziari destinati alle traduzioni e gli ostacoli burocratici farebbero infatti saltare numerosi appuntamenti sanitari ogni settimana.

Disagio psichico e richiesta di assunzioni straordinarie

Particolarmente critica, secondo Giuliano, è la gestione della salute mentale nelle carceri. “Il disagio psichico viene troppo spesso affrontato attraverso isolamento e uso massiccio di psicofarmaci”, sostiene il sindacalista, che definisce l’emergenza penitenziaria una questione sociale prioritaria.

Nel suo intervento Giuliano richiama anche le testimonianze raccolte nel “Diario dal Carcere” di Gianni Alemanno e nei racconti di Fabio Falbo, considerate utili per riportare l’attenzione pubblica sulle condizioni degli istituti di pena italiani.

La UGL Salute chiede quindi l’avvio di un piano straordinario di assunzioni per la medicina penitenziaria e il riconoscimento di contratti ritenuti più adeguati per il personale sanitario impegnato nelle carceri. “Garantire cure dignitose ai detenuti è un dovere civile e rappresenta una condizione necessaria anche per il loro percorso di reinserimento”, conclude Giuliano.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.