Sicilia, Schifani annuncia nuovi fondi per le vittime di attentati mafiosi
29/05/2026
La Regione Siciliana è pronta a rifinanziare il fondo destinato agli indennizzi per chi ha subito danni al patrimonio immobiliare o ai mezzi di trasporto a causa di attentati mafiosi. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Renato Schifani, durante la seduta della Commissione regionale Antimafia ospitata nell’istituto comprensivo di Sferracavallo, a Palermo, dopo la serie di intimidazioni e danneggiamenti registrati negli ultimi mesi nella borgata marinara e in alcuni Comuni costieri.
Il fondo previsto dalla legge regionale del 1999
Il riferimento è alla legge regionale 20 del 1999, che prevede indennizzi una tantum per cittadini e operatori economici colpiti da danneggiamenti riconducibili ad attentati mafiosi. Schifani ha confermato la volontà della Regione di rimpinguare il fondo, sottolineando che le risorse non sono state utilizzate negli ultimi anni per l’assenza di domande da parte dei potenziali beneficiari.
Il presidente ha richiamato la necessità di far conoscere meglio gli strumenti disponibili, affinché chi subisce intimidazioni o danneggiamenti sappia di poter contare su un sostegno istituzionale. Il messaggio rivolto alla comunità è stato netto: lo Stato e la Regione sono presenti e intendono accompagnare chi sceglie di non piegarsi alla pressione criminale.
Il tema assume particolare rilievo dopo gli episodi che hanno interessato Sferracavallo e altri centri costieri, dove attentati e intimidazioni hanno riacceso l’attenzione sulla presenza di una criminalità capace di colpire attività economiche, beni privati e contesti sociali esposti.
Aiuti anche per le imprese vittime di usura ed estorsione
Durante l’intervento, Schifani ha ricordato anche l’esistenza di un fondo gestito da Irfis, con una dotazione di 200mila euro, destinato alle imprese vittime di usura o estorsione. Le domande possono essere presentate a sportello, secondo le modalità previste dallo strumento finanziario.
Il governatore ha collegato il tema degli indennizzi alla necessità di una vigilanza costante, in sinergia con le forze dell’ordine. Secondo Schifani, la Sicilia sta attraversando una fase delicata, segnata dall’azione di una delinquenza definita strisciante, pericolosa e arrogante. Per questo, ha spiegato, occorre alzare la guardia e sostenere gli imprenditori che scelgono la legalità.
Nel suo intervento ha citato anche l’imprenditore Tommaso Dragotto, indicandolo come esempio di determinazione e resistenza alle pressioni criminali. Il sostegno alle vittime, nelle parole del presidente, non riguarda soltanto l’aspetto economico, ma anche il riconoscimento pubblico del coraggio di chi denuncia e continua a lavorare senza cedere.
Il richiamo all’unità contro la criminalità organizzata
Schifani ha ribadito che la mafia va combattuta senza abbassare la guardia, perché continua a trasformarsi e ad adattare le proprie modalità di pressione sul territorio. La risposta, secondo il presidente, deve essere istituzionale, coordinata e unitaria.
Il governatore ha insistito su un punto politico: davanti alla criminalità organizzata, istituzioni e forze politiche non possono dividersi. La lotta alla mafia richiede una posizione comune, capace di tenere insieme prevenzione, repressione, sostegno alle vittime e presenza concreta dello Stato nei territori più esposti.
La seduta della Commissione regionale Antimafia a Sferracavallo ha quindi assunto un valore anche simbolico: portare il confronto istituzionale dentro una comunità colpita da intimidazioni significa confermare attenzione e vicinanza ai cittadini, agli operatori economici e a chi vive quotidianamente il peso della pressione criminale.
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