South working, al via gli incentivi Irfis per riportare in Sicilia i lavoratori assunti fuori dall’Isola
15/04/2026
La misura pensata dalla Regione Siciliana per sostenere il cosiddetto South working entra nella fase operativa. È stato infatti pubblicato sul sito dell’Irfis l’avviso che disciplina la concessione degli incentivi destinati alle imprese che assumono lavoratori siciliani consentendo loro di svolgere l’attività dall’Isola, pur mantenendo un rapporto di lavoro con aziende con sede nel resto d’Italia o all’estero. Un provvedimento che punta a intervenire su uno dei nodi più persistenti del sistema economico regionale: la perdita di competenze, professionalità e capitale umano qualificato.
Una leva economica per trattenere competenze e favorire i rientri
L’iniziativa, voluta dal governo guidato da Renato Schifani e istituita con la legge regionale 1 dello scorso gennaio, nasce con una finalità precisa: creare le condizioni perché i lavoratori siciliani possano restare o tornare a vivere nell’Isola senza rinunciare a opportunità professionali maturate altrove. La diffusione del lavoro agile, ormai stabilmente integrata in molti contesti produttivi, offre alla Regione uno spazio di intervento che viene ora tradotto in incentivo economico.
Il meccanismo è diretto e ambizioso. Le imprese con unità produttiva situata nell’Unione europea o anche in Paesi extra Ue potranno ottenere un contributo per ciascun lavoratore siciliano assunto a tempo indeterminato, oppure stabilizzato dopo un contratto a termine, a condizione che l’assunzione o la trasformazione sia avvenuta dopo il 9 gennaio 2026. Il sostegno previsto ammonta a 30 mila euro per ogni lavoratore, distribuiti nell’arco di cinque anni attraverso cinque quote annuali da seimila euro.
Il punto politico e strategico dell’intervento è chiaro: utilizzare le tecnologie digitali per ridurre il peso della distanza geografica, offrendo alla Sicilia la possibilità di trattenere energie professionali che, in assenza di strumenti adeguati, finirebbero per consolidare altrove il proprio percorso lavorativo e personale.
Requisiti, tempi e funzionamento della misura
Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 12 del 30 giugno sulla piattaforma informatica resa disponibile da Irfis, fino all’esaurimento della dotazione finanziaria. Per accedere all’agevolazione, il rapporto di lavoro dovrà prevedere che la prestazione sia svolta in Sicilia in modalità prevalentemente agile per almeno cinque anni. È fissato anche un limite preciso alla presenza fisica nella sede aziendale: non oltre il 20 per cento dei giorni lavorativi annui.
Alla data della concessione del contributo, inoltre, il lavoratore dovrà risultare residente in Sicilia. Si tratta di un vincolo coerente con l’impianto dell’intervento, costruito per generare un effetto concreto sul territorio regionale, tanto sotto il profilo demografico quanto sotto quello economico e sociale.
La dotazione complessiva della misura è pari a 18 milioni di euro l’anno fino al 2028, segnale di una programmazione che non si esaurisce in un’azione episodica, ma tenta di strutturare una politica di medio periodo. Irfis-FinSicilia curerà l’istruttoria delle domande, l’erogazione delle somme e i controlli sulla veridicità delle dichiarazioni rese dalle imprese.
Una scommessa sulla qualità della vita e sulla competitività dell’Isola
Il valore dell’intervento non sta soltanto nell’incentivo economico. La Regione prova a costruire una narrazione diversa della Sicilia, non più periferia obbligata da cui partire per cercare sbocchi professionali, ma luogo in cui tornare a vivere e lavorare grazie a un’organizzazione del lavoro che rende meno determinante la collocazione fisica dell’azienda. In questa visione, la qualità della vita, il radicamento territoriale e la possibilità di mantenere un impiego qualificato diventano fattori complementari, non alternativi.
Resta naturalmente da verificare quale sarà la risposta delle imprese e quale impatto reale la misura riuscirà a produrre sul fronte dei rientri e del contenimento dell’emigrazione professionale. Il passaggio dall’annuncio alla piena attuazione, però, consegna già un dato politico concreto: la Regione sceglie di misurarsi con il tema della fuga delle competenze usando uno strumento mirato, che lega innovazione organizzativa, occupazione stabile e attrattività del territorio.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.