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Sanità, UGL chiede il riconoscimento di carattere usurante per tutte le professioni sanitarie

01/05/2026

Sanità, UGL chiede il riconoscimento di carattere usurante per tutte le professioni sanitarie

UGL Salute chiede al Governo di riconoscere il carattere usurante del lavoro svolto da tutte le professioni sanitarie, senza esclusioni. La richiesta arriva dal segretario nazionale Gianluca Giuliano, che condivide la posizione della FNO TSRM e PSTRP e sollecita tutele previdenziali adeguate per migliaia di operatori del Servizio sanitario nazionale impegnati ogni giorno in contesti ad alta pressione fisica, organizzativa e professionale.

Giuliano: niente professionisti di serie B

Secondo UGL Salute, il Servizio sanitario nazionale non può continuare a reggersi sul sacrificio di professionisti ai quali non vengono riconosciute condizioni previdenziali coerenti con il logorio del lavoro svolto. Giuliano parla di “sacrificio invisibile” e sostiene che sia arrivato il momento di superare distinzioni tra categorie sanitarie, riconoscendo a tutte pari dignità rispetto al tema dei lavori usuranti.

Il sindacato richiama la realtà quotidiana di operatori impegnati in reparti, servizi e attività caratterizzati da carichi elevati, responsabilità cliniche, esposizione a rischi e pressione costante. Turni prolungati, reperibilità, contatto con situazioni critiche e gestione di emergenze incidono sulla salute dei lavoratori e sulla tenuta complessiva del sistema.

Per Giuliano, negare l’accesso ai benefici previsti per i lavori usuranti non rappresenta soltanto un problema normativo, ma una scelta che rischia di aggravare la fuga dal Servizio sanitario nazionale. La mancanza di riconoscimento, secondo il sindacato, contribuisce infatti a rendere meno attrattive le professioni sanitarie e a indebolire ulteriormente gli organici.

La crisi di attrattività del Servizio sanitario

UGL Salute sostiene che la crisi delle professioni sanitarie non possa essere affrontata solo aumentando i posti nei corsi universitari. La programmazione della formazione resta necessaria, ma non basta se non viene accompagnata da un miglioramento concreto delle condizioni di lavoro e delle prospettive previdenziali.

Il sindacato evidenzia la differenza tra chi opera in ambito sanitario con turni gravosi e responsabilità dirette sulla salute dei cittadini e chi svolge mansioni amministrative. Equiparare queste condizioni ai fini pensionistici, nella lettura di UGL, significa non considerare il peso reale dell’attività svolta da infermieri, tecnici, professionisti della riabilitazione, della prevenzione e da tutte le figure coinvolte nell’assistenza.

La rivendicazione, precisa Giuliano, non viene presentata come una richiesta corporativa, ma come una questione di coerenza con la tutela della salute di chi lavora. Proteggere gli operatori sanitari significa anche preservare la qualità del servizio offerto ai cittadini, perché un sistema fondato su personale stanco, sotto pressione e privo di prospettive adeguate diventa più fragile.

La richiesta al ministro Schillaci e al Governo

UGL Salute chiede al ministro della Salute, Orazio Schillaci, e al Governo un impegno formale per inserire tutte le professioni sanitarie nella platea dei lavori usuranti. In alternativa, il sindacato sollecita l’introduzione di misure specifiche che riconoscano un’anzianità contributiva maggiorata, in modo da tenere conto del logorio fisico e professionale accumulato nel corso della carriera.

Il tema viene collegato anche alla dignità retributiva. Secondo Giuliano, senza un adeguato riconoscimento previdenziale ed economico, il Servizio sanitario nazionale rischia un progressivo collasso per carenza di organico. Le difficoltà di reclutamento, le dimissioni e la perdita di attrattività delle professioni sanitarie sono considerate segnali di una crisi che richiede interventi strutturali.

La posizione del sindacato è netta: il riconoscimento del lavoro usurante deve riguardare l’intero perimetro delle professioni sanitarie. UGL Salute annuncia che continuerà a sostenere questa battaglia fino a quando ogni professionista non vedrà riconosciuto il valore del proprio impegno e delle condizioni gravose in cui opera quotidianamente.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to